I vincitori del Festival Teatramm’ si raccontano…

Il percorso che porta al Festival Teatrale TEATRAMM’ dura circa un anno e va da edizione a edizione in un lungo cammino fatto di progettazione, di idee, di cambiamenti e fasi operative. 

Dal lancio del bando inizia il rapporto con le compagnie che si candidano. Dopo la selezione il “legame” si fa più stretto con coloro che vengono scelti per entrare ufficialmente in gara e si avvia uno scambio diretto fatto di comunicazioni, domande, pianificazioni, messaggi e mail, telefonate e confronti fra compagnie che sono già sinergia prima ancora di cominciare effettivamente il concorso. 

Ho deciso di scrivere un articolo, come faccio ogni anno, raccontando dalla voce dei vincitori le impressioni e i commenti a caldo. Ma lo farò in modo emozionale, perché in fondo, se facciamo teatro, è di emozioni che vogliamo parlare. E così sarà.

Il gala presentato da Emanuela Tittocchia

A fine serata di gala incontro uno ad uno gli sguardi emozionati e commossi di coloro che la giuria tecnica, presieduta da Felice Della Corte, ha voluto premiare. E sono incontri fatti di abbracci, occhi lucidi, incredulità e rivincita, ma soprattutto di ringraziamento. Per il percorso fatto insieme, per le sensazioni potenti, per l’atmosfera di vera festa che ogni anno, magicamente, avvolge il Festival. 

E incontro subito la compagnia vincitrice, la compagnia Sogni di Scena che ha portato sul palco il Miglior spettacolo del Festival: Sei personaggi in cerca d’attore che ha fatto incetta di nomination e si è aggiudicato l’ingresso in cartellone al Teatro Marconi per la prossima stagione. 

“E’ davvero emozionante ed appagante per una compagnia, vincere un festival così importante”.

I vincitori del Festival

“Vivere la gioia di aver vinto e di sapere di poter tornare su quel palco, e viverla in quel millesimo di secondo in cui è stato pronunciato il titolo dello spettacolo, è stata un’esperienza indimenticabile”. 

L’entusiasmo si legge negli occhi di tutti gli attori, nei sorrisi, nelle tante foto scattate, negli abbracci fra di loro. 

“Ci tenevamo a vincere in una competizione che vedeva realtà molto interessanti salire sul palco. Sono orgoglioso di tutto il gruppo.”

“Ieri sera è stato costruito un ricordo e sono certo che fra trenta anni ancora avrò in mente il momento in cui ho capito che avevamo vinto. E questo per me è impagabile.”

Garantisco personalmente che la concitazione di quegli istanti è qualcosa di genuino e potente. Qualcosa che non solo i protagonisti si porteranno nel cuore. 

“Vincere il concorso è stata una grande emozione e tornare su quel palco, con quello spettacolo in cartellone, sarà un’emozione ancora più grande”. 

Ovviamente il pensiero e il desiderio corrono avanti, più in fretta che mai e si guarda già a quel momento in cui lo spettacolo tornerà ufficialmente in scena nello stesso teatro che ha visto la sua vittoria. 

“Ci abbiamo messo entusiasmo e passione, è stato un lavoro di squadra  e non vediamo l’ora di poter ricalcare quel palcoscenico tutti insieme, ancora più carichi e con la voglia di farvi divertire. E’ stata una grandissima emozione.”

Il momento della consegna del premio al miglior spettacolo della terza edizione

“La cosa più bella di questa nostra vittoria è che sia di tutti noi. Senza ogni singola persona di questa compagnia, non sarebbe stato lo stesso e forse non avremmo avuto lo stesso risultato. L’essere riusciti a strappare risate e divertimento, essere stati credibili, aver conquistato la simpatia del pubblico, scoprire la complicità ed il supporto reciproco fra noi, il desiderio di migliorare e l’ansia di fare abbastanza, la carica emotiva, la commozione per gli applausi mentre ci stringiamo le mani e ci inchiniamo grati di tutti. Questo per noi è vincere.”

“La vittoria più grande per noi è stata la gratificazione del pubblico. Tutto questo non sarebbe potuto accadere senza un gruppo così coeso.”

E l’ultimo commento lo lascio alla regista, Emilia Miscio che ha voluto candidare l’opera al concorso e con cui ho avuto il contatto diretto per tutto il tempo, dalla selezione in poi. 

“E’ stata una bellissima emozione, la serata aveva qualcosa di magico, rilassante, in cui mi sono sentita a mio agio. Una vera e propria serata di gala e non una competizione.  Ho partecipato per gareggiare, confrontarmi con altre realtà teatrali e far conoscere ancora il mio testo e il mio modo di lavorare alla regia. In gara c’era anche un’altra compagnia di carissimi amici e ho gareggiato sportivamente con loro, e allo stesso tempo tifato anche per loro. Ringrazio l’organizzazione che per prima cosa ha scelto il mio spettacolo e la ringrazio, insieme a tutta la giuria, per averlo premiato con un premio così speciale ed importante”. 

Ma c’è stato un altro spettacolo in nominations per il premio finale, che però aveva già fatto bottino pieno poco prima con tre vittorie importantissime. Quello per la miglior regia, Miglior Testo e Migliori musiche inedite. La compagnia Associazione Culturale Il Ponte di Lanciano ha candidato La contesa e si è guadagnata l’attenzione del pubblico, ma soprattutto della giuria tecnica. 

Incontro i tre protagonisti di queste tre categorie fondamentali per la buona riuscita di un’opera.

Migliori musiche, Miglior Regia, Miglior testo

Il primo a parlare è Francesco Maria Angelucci, autore del testo. 

“Faccio fatica a trovare le parole giuste, intelligenti, profonde per  riflettere su questa gratificazione ricevuta. Mi piace pensare che sia stata premiata la mia rigorosa ricerca ed il mio innato non accontentarmi delle “versioni ufficiali”. Quanto al mio protagonista, Giuda, egli è riconoscibile, a seconda dei caratteri in ognuno di noi. Il Male deve essere presente nella nostra esistenza altrimenti non apprezzeremmo il Bene”. 

Poi è la volta di Carmine Marino, regista dello spettacolo che è stato il mio referente diretto in tutte le fasi operative. Sempre garbato, collaborativo e disponibile che ha realizzato un’ottima regia e ha fatto creare delle scenografie splendide nella loro essenzialità.

La contesa

“Ricevere il premio come migliore regia è sempre, per chi fa questo servizio, un grande riconoscimento, ma averlo ricevuto per La Contesa lo ritengo ancor più significativo. Non è, infatti, un lavoro semplice e quindi occorreva una regia che ho immaginata schematica, elegante, pulita, nel suo contrasto tra bianchi e neri, ma anche con momenti forti da lasciare con il fiato sospeso. E poi, tra le righe della motivazione della giuria, ho letto anche un premio riconosciuto ai costumi, alle luci ed alla meravigliosa scenografia di Filippo Iezzi. Insomma… Che dire… Un sogno di una Compagnia che dopo 40 anni di attività, inizia a diventare realtà. E questo, senza nulla togliere agli altri, è il premio più bello”.

E ultimo, ma ovviamente non ultimo, incontro le parole commosse anche di Luigi Friotto che ha curato le musiche perfettamente incastonate nella storia. Sempre opportune, contestualizzate allo stato emotivo dei personaggi. 

“È stata una grande gioia ed emozione ricevere questo ambito premio. Per me, che lavoro come cantautore, è stata una sfida nuova comporre musica orchestrale, per di più per un lavoro teatrale come La Contesa dove, oltre alla tecnica, occorreva un pizzico in più di cuore e passione. Il riconoscimento ricevuto mi ha portato a fare anche un’altra riflessione: quando varie espressioni artistiche (teatro, musica, danza) vivono in sinergia per arrivare al cuore ed all’anima del pubblico, a vincere più che noi mediatori è sempre e solo l’arte che conferma la sua capacità di emozionare”. 

Ma non c’è Festival che si rispetti se non c’è spazio per i più giovani, per i ragazzi che saranno la futura leva del nostro teatro. Uno dei nuovi premi di quest’anno era quello dedicato all’attore o attrice emergente. Erano in lista tre giovanissimi, ma l’ha spuntata Saverio Gigante per la sua interpretazione in Padiglione Sordo. Un’opera tutt’altro che semplice, ma lui è stato convincente, credibile e perfettamente a suo agio nel personaggio e sulla scena.

Saverio Gigante, attore rivelazione del Festival

“Non avrei mai pensato che un giorno potessi andare nella città più importante d’Italia per poter recitare e vincere un premio , è stata un emozione incredibile sentire il mio nome, salire sul palco e ritornare al mio posto da vincitore. Ti senti davvero un grande quando vinci, ma comunque il merito è anche di mio padre, che mi ha dato il coraggio di mettermi in gioco e del nostro regista che ha migliorato il mio modo di recitare”. 

Dall’attore più piccolo passo con un balzo a quello adulto quindi incontro Angelo Colosimo che arriva dalla Calabria e ha vinto il premio come miglior attore del Festival. Un vero “funambolo” del palcoscenico che ha mantenuto da solo la scena tenendo tutti col respiro sospeso. Governando, emozionando, sorprendendo con un testo e una storia affatto semplici. Il suo spettacolo era Simu e Pùarcu, un monologo scaturito da una storia vera, di quelle che però proprio non ti aspetti.

Il miglior attore del Festival

“Vincere un premio come miglior attore in un rassegna come Teatramm’, anche se giovane, per la qualità espressa nel festival, ha sempre un sapore dolce di grande soddisfazione. È un premio che mi ripaga di tanti sacrifici. Prendere questo premio, facendo un monologo è come vincere il premio per il miglior spettacolo… fatemela vivere così.  Sono molto soddisfatto anche per il clima che si è respirato; da artista posso dire che è stato tutto davvero ottimamente organizzato, insieme a Wobinda Produzioni che mi accompagna nella produzione degli spettacoli, abbiamo fin da subito percepito una grandissima professionalità e serietà. Quando le condizioni sono ottimali cerchi sempre di dare più del massimo. Mi sentivo in dovere di essere all’altezza del Festival… forse ci sono riuscito”. 

Mi colpisce sempre l’umiltà delle persone che vengono premiate. Parla molto delle loro anime, parla di ambizioni profonde, ma oneste, parla di cuori puliti, di volontà fortissime e fortissime ostinazione. Perché, in fondo, chi vive d’arte è ostinato, ma sa sempre emozionarsi in modo leale, genuino. 

Incontro poi Domenico Palmiero, capocomico della Compagnia FSSL della provincia di Caserta, ormai un habitué di Teatramm’. I suoi nuovi spettacoli debuttano sempre al Festival, pare che la cosa porti fortuna! La sua compagnia ha vinto il premio come miglior produzione e organizzazione, un level up notevole perché conferma che, anche dietro le quinte, tutto è ben oliato e funzionante.

Miglior produzione e organizzazione

“Siamo stati estremamente felici di aver ricevuto il premio come miglior Produzione e organizzazione. È sempre difficile mantenere uniti tanti elementi, quasi 30 nel nostro organico, e far sì che tutti guardino solo ed unicamente l’obiettivo per il quale ci muoviamo: lo spettacolo. Riconosco in ognuno di loro, oltre la pazienza a stare dietro alle mie follie che nascono l’ora prima per quella dopo, un coraggio immane nel mettere in scena uno spettacolo senza aver fatto una generale e l’allestimento in Teatro. Questo premio, tutti, se lo sono meritati. Resto incantato e orgoglioso quando penso ad ognuno di loro. Mi regalano una gioia immane!”.

L’ultima di cui raccolgo le emozioni è Veronica Di Giacobbe che ha curato con molto amore L’Anima de li mejo romani, uno spettacolo corale ricamato di musiche, scene e costumi che ci hanno portati indietro nel tempo ad una Roma romantica e sbruffona ricostruita con attenzione e credibilità. Il premio per i migliori costumi infatti è andato proprio alla loro Compagnia e il premio come migliore attrice del Festival è andato a lei, Veronica, per la sua interpretazione canora e per il suo personaggio Lucilla.

Miglior attrice del Festival

“Personalmente l’aver ricevuto il premio di migliore attrice non può che lusingarmi, soprattutto in uno spettacolo in cui curavo anche la regia. Ricevere l’apprezzamento di colleghi che hanno già intrapreso con successo il difficile percorso artistico dell’attore non può che stimolarmi a mettere sempre di più sul palco tutta me stessa. Spero che chi ha avuto l’occasione di vedere lo spettacolo abbia percepito il lavoro che ho voluto fare sul personaggio di Lucilla arricchendolo e facendolo crescere ad ogni messa in scena. Io e la mia compagnia, pur approcciandoci al teatro con massimo impegno e serietà, abbiamo intrapreso questo percorso con uno spirito di leggerezza. Ci siamo messi in gioco senza alcuna aspettativa, con l’obbiettivo di divertirci e divertire, vivendo dell’emozione unica dello stare sul palco. Ecco perché i due premi ricevuti e le varie candidature ci hanno completamente sorpresi. Siamo grati alla giuria tecnica e popolare per questi riconoscimenti, per aver colto  l’impegno e la passione che abbiamo messo in tutte le piccole sfumature di “L’anima de li mejo romani”. Siamo felici di aver partecipato a questo Festival che ci ha dato, fra l’altro, l’occasione di incontrare non solo appassionati, ma anche  professionisti del mestiere e di confrontarci con loro su come migliorare alcuni aspetti della nostra meravigliosa, ma complessa arte. Solo un’ultima cosa: grazie grazie grazie”.

Alla Compagnia va anche il Premio per i migliori costumi

Questo zig zag emozionale fra le voci e le anime dei vincitori della terza edizione di Teatramm’ fa davvero un gran bell’effetto. Ripaga della fatica, degli incidenti di percorso, delle notti insonni e diventa automaticamente conferma del gran lavoro fatto tutti insieme. Un collettivo comune, votato alla scena, votato a quegli applausi che tanto ci sono mancati, votato all’emozione indiscussa che ci porta a fare cose belle, ma a farle insieme. 

In fondo è questo il senso più intimo del nome del Festival: TEATRAMM’ ossia NOI facciamo Teatro…  INSIEME! 

Roma, 7 settembre 2021 

Valentina Proietto Scipioni 

Palcoscenici del Mondo 

EDM Produzione e Distribuzione 

Pubblicato da Palcoscenici del mondo

Blog di arte, musica e spettacolo

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